Nei giorni scorsi mi è caduto l'occhio su un articolo di un quotidiano che parlava di un'iniziativa di mappatura collettiva online degli edifici abbandonati nel mondo dal nome [im]possible living . Dal momento che si tratta di un progetto ideato e sviluppato da alcuni giovani italiani mi sono incuriosito e ho provato a utilizzare il servizio fornito sul sito (al momento accessibile solo in lingua inglese):
http://www.impossibleliving.com L'iniziativa si trova a uno stadio iniziale di sviluppo ed è stata lanciata pubblicamente qualche settimana fa. La finalità è quella di censire edifici abbandonati di ogni tipo presenti nel mondo, per potere segnalare pubblicamente la loro presenza ed eventualmente proporre iniziative di risanamento, etc. Si tratta insomma di un progetto che vuole fare riflettere sulla vasta presenza di strutture di questo tipo nel nostro mondo così affamato di nuovo cemento.
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La mappa che raccoglie le segnalazioni degli edifici abbandonati |
Per aggiungere un edificio alla mappa occorre registrarsi, individuare l'edificio e quindi compilare una semplice scheda dove è possibile inserire una descrizione della struttura e altre informazioni sulla sua storia. Quest'ultimo mi pare un aspetto particolarmente interessante, in quanto lo scopo del progetto non consiste nel localizzare le strutture abbandonate ma nel cercare di ricostruirne in qualche modo la storia, facendole 'parlare'.
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La scheda del'edificio da compilare |
La procedura di segnalazione di un edificio è estremamente semplice ma presenta alcuni punti critici (va detto che il progetto è in versione beta):
1) non è possibile posizionare il segnaposto sulla mappa Google: è solamente possibile indicare l'indirizzo dell'edificio, aspetto piuttosto limitante. Nella prova che ho fatto non ho potuto che collocare l'edificio qualche chilometro dalla posizione reale, dal momento che spesso, come in questo caso, gli edifici abbandonati non possiedono più un numero civico. Tramite le Google Maps JS API sarebbe in realtà piuttosto semplice aggiungere una funzionalità che permette di ricavare la posizione da un segnaposto collocato manualmente sulla mappa dall'utente... altrimenti sarebbe opportuno permette all'utente l'inserimento manuale delle coordinate dell'edificio.
2) la scheda dell'edificio presenta alcuni campi eccessivamente rigidi, ad esempio è obbligatorio inserire la data di costruzione dell'edificio e quella in cui è stato abbandonato, ma non sempre è possibile conoscere tali dati..
3) sarebbe utile poter utilizzare immagini Street View da allegare come foto dell'edificio (vedere a riguardo l'altro progetto di mappatura collettiva che ho segnalato in un precedente articolo, La mappa delle fontanelle (link)
Dal punto di vista cartografico apprezzo invece la funzione di clustering (raggruppamento) dei segnaposto che indica tramite un numero i segnaposto presenti in una determinata area evitando in questo modo un eccessivo affollamento.
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Esempio di clustering (raggruppamento) dei segnaposto |
In conclusione [im]possible living è certamente un'iniziativa interessante, con uno scopo, porre l'attenzione sugli edifici abbandonati, che condivido in pieno. Resto tuttavia perplesso per il focus così ampio e ambizioso: mappare tutti gli edifici abbandonati nel mondo. Penso che sarebbe stato meglio focalizzarsi su un'area più limitata, ad esempio una regione o una provincia... i progetti di mappatura collettiva che partono con ambizioni globali purtroppo corrono sempre il rischio di esaurirsi presto, in mancanza di forze... e di specificità. Esistono già tra l'altro vari progetti di mappatura di edifici abbandonati nel mondo, su aree più ristrette, ad esempio
http://chicagobuildings.org/ che censiscono centinaia di edifici abbandonati e che mi sembrano ben funzionare.